Cucina regionale

Panzanella con mozzarella

Una declinazione ammorbidita, rotonda e lattica della ruvida insalata toscana, esaltata dall'aggiunta di mozzarella.

· 3 min di lettura

Panzanella con mozzarella

Panzanella con mozzarella

Introducendo il formaggio a pasta filata morbida in questa spartana architettura rurale, l'intera pietanza estiva cambia anima e si veste di una rotondità nuova, lattica e suadente. Questa peculiare e ricca variante leviga e ammortizza in modo magistrale l'impatto spesso violento, acetico e fin troppo aspro che a volte caratterizza l'originaria preparazione a base unicamente vegetale. In questo modo il sapore, molto simile per richiami e reminiscenze palatali a una classica caprese mediterranea, risulta infinitamente gradito, specie da chi mal sopporta le acidità pungenti nei piatti, in special modo nelle giornate calde quando il desiderio vira verso morbidezze più ristoratrici.

Insalatiera rustica contenente panzanella cosparsa di grossi tocchi di mozzarella bianca su letto di pomodori

Controllare minuziosamente l'umidità e il siero del formaggio

Il principio cardine, la vera spina dorsale a garanzia della riuscita in una pietanza dominata dalle verdure a crudo, consiste nel dominio assoluto dei liquidi. Il lievitato toscano ha una sua intrinseca ed elevata percentuale di idratazione (specie dopo l'imprescindibile tuffo in acqua descritto nel metodo), supportato a cascata dalla linfa rossastra che i vegetali sminuzzati non mancano mai di liberare a contatto con il cloruro di sodio.

Quando s'insinua un ingrediente acquoso di origine animale, il pericolo di annegamento dell'insalata è elevatissimo. Il formaggio deve transitare su appositi sostegni forati in colino, per tempo e con estrema scrupolosità. Sbagliare questa fase scaricherà un brodo biancastro e inestetico sul fondo che andrà a coprire i delicati profumi dell'oliva spremuta e annullerà l'attrito dei crostini ammorbiditi che la gente s'aspetterebbe masticando. Questa medesima ossessione volta alla modulazione dell'acqua non la si trova solo qua, ma pervade l'operato in tutti i manicaretti toscani elaborati, i cui brodi in concentrazione, ampiamente descritti in apposite sezioni della vicina piattaforma Piatti Toscani, ne sono emblema; per non parlare della tenuta ferrea di cottura delle paste per eccellenza italiane la cui acqua intrisa d'amido crea le creme che vediamo narrate ai limiti dell'ossessione nel portale tematico Spaghetto.

L'impiego del pepe, gli strumenti e l'architettura dei sapori

Le aggiunte alla base aromatica non passano inosservate. Risulta assai determinante una spolverata coraggiosa di piper nigrum (preferibilmente tellicherry pestato grossolanamente al momento al mortaio) per pizzicare le narici, sferzando l'opulenza piatta ma ricca di colesterolo di una grande mozzarella, che da sola annoierebbe. Nel frattempo, i filamenti o le larghe spaccature del basilico si incuneano dappertutto esalando effluvi canforati indimenticabili.

Un set affidabile e capiente di scolapasta, griglie e solide ciotole (meglio se non plastiche ma in fitta terracotta) permette di distanziare fisicamente il siero dall'assemblato vegetale, agevolando in modo sbalorditivo le lente tempistiche d'attesa (i professionisti indicano in tal caso attrezzature specifiche esaurientemente su manuali per attrezzi che troviamo per esempio in Mestolo). Per paradosso o meno, l'architettura cruda di questa morbida coesione richiama per metodica attitudine quell'incastro tra strati sottili umidi ed asciutti che definisce il segreto insondabile dei classici ripieni sigillati e fritti, autentici scrigni caldi esplorati ampiamente nelle ricche tavole marchigiane visionabili presso Olive Ascolana, dimostrando ancora un'inconfutabile radice comune che accomuna l'astuzia della Penisola.

Scheda ricetta

Panzanella con mozzarella

Preparazione
20 min
Cottura
Totale
20 min
Difficoltà
Media
Costo
Medio
Porzioni

Ingredienti

Procedimento

  1. 1

    Tagliare subito il formaggio a grossi cubetti regolari e metterlo a scolare in un capiente colino a maglie fini per perlomeno 30 minuti, per togliere il siero.

  2. 2

    Tagliare la cipolla rossa in filamenti e dimenticarla a mollo in acqua fredda acidulata, per togliere l'astringenza sgradita.

  3. 3

    Inumidire a rapido passaggio il filone sciocco nell'acqua e strizzarlo in modo molto forte e continuo con entrambe le mani per levare l'acquosità.

  4. 4

    Sgranare grossolanamente i blocchi di pane pressato in una ciotola di servizio enorme.

  5. 5

    Tagliare a tocchetti la componente vegetale del pomodoro e unirla, compresa l'acqua espulsa sul tagliere.

  6. 6

    Unire la cipolla addolcita al tutto.

  7. 7

    Condire uniformemente con la preziosa base di extravergine, sale in scaglie, pepe grattugiato e le gocce di aceto necessarie.

  8. 8

    Infine, senza schiacciarli, deporre la dadolata della mozzarella scolata e profumare con le larghe foglie di basilico strappate.

  9. 9

    Riporre nel lato basso e freddo del frigo per far congiungere umori e aromi, attendendo una buona mezz'ora.

Valori nutrizionali stimati

Calorie
340

Stime riferite a una porzione; possono variare secondo ingredienti, marche e quantità effettive.

FAQ

Conviene usare un delicato fiordilatte o puntare alla decisa bufala campana?

Il fiordilatte è assai più magro e sodo e rilascia molto meno liquido latteo, il che mantiene intatta l'insalata; tuttavia, pur sgocciolando parecchio la bufala con cura metodica, l'esplosione gustativa finale risulterà imparagonabile e assai più complessa.

Per quale motivo mi viene impedito di utilizzare normalissimi panini per hamburger in questa preparazione?

La ragione fondamentale è strutturale, tecnica e chimica. Il pane toscano senza sale invecchiato fa da spugna non cedevole, mentre gli altri impasti gonfiati e grassi di olio, seppur gustosi da secchi, diventano pappa da neonati al contatto con le prime gocce dei liquidi acidi.

C'è il rischio di veder formare cagli inestetici e sgradevoli a causa del mix tra acido acetico e latte residuo?

L'accorgimento dirimente consiste nel deporre e rimescolare i cubi caseari solamente all'ultimissimo minuto, a condimenti già ben uniti. La flebile dose acetica distribuita sulle verdure farà a tempo a stemperarsi senza intaccare in maniera caustica la delicatezza casearia.

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